- finestra
- Questo capo chiede l'alba e l'anticiclone: appena entra la brezza di nordovest, la giornata è finita. L'autunno è la stagione migliore, acqua tiepida e Agüera in magra. Dal tramonto all'alba è vietato, e il merluzzo giallo non si può portare via dal 1 gennaio al 30 aprile.
- marea
- In sizigia l'escursione supera i quattro metri e cambia del tutto l'accesso: vicino all'alta si entra dalla roccia senza drammi, con la bassa bisogna attraversare una pietraia lunga e scivolosa. In riflusso si sente corrente lungo il capo, quindi pianifica il rientro.
- riparo
- Il capo si alza ai piedi del monte Candina e guarda a nord: il settore da 310° a 60° entra tutto e la direzione peggiore, 340°, batte sulla parete senza nulla davanti. Il massiccio copre il sud, così con vento di terra l'acqua resta ferma sotto la falesia.
- condizioni
- È fra i fondali più puliti del tratto: roccia viva, poco sedimento e, in una giornata di vera bonaccia, sette o otto metri di visibilità. A buttarla giù è lo sbocco dell'Agüera nella ria di Oriñón, lì accanto: con il fiume in piena l'acqua marrone si attacca alla costa.
- pericolo
- Posto isolato e senza copertura affidabile: qui non si viene da soli. Il Candina lascia cadere sassi sulla spiaggia ed è zona protetta con colonia di avvoltoi, quindi rispetta le chiusure dei sentieri. Il mare lungo arriva senza vento e lava il piede del capo; se hai dubbi, non scendere.
- accesso
- Ci si arriva dalla strada di Sonabia, si parcheggia in paese e si scende alla spiaggetta ai piedi del monte. Da lì si nuota verso est costeggiando la base del capo, trecento o quattrocento metri. Non c'è uscita intermedia lungo la falesia: si torna alla stessa sabbia.
Falesia e roccia a est; molto esposto, per esperti.
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