Ingressi esplorati, colorati in base a oggi. Il colore è lo stato del mare sul punto, non una garanzia: la risacca e un ingresso scivoloso li valuti sul posto.
Avola Sud — Al MoloAvola
al limiteoggi esposto al mare lungo di fronte (livello città)
- finestra
- Il limite di cattura è di 5 kg al giorno a persona e il pescato non si vende. Il tempo speso a informarsi è tempo tolto ai guai. Con Ostro previsto in rinforzo conviene anticipare l'uscita, non prolungarla.
- marea
- A Avola nessuno programma l'uscita sulla marea, e fa bene. Meno di mezzo metro di escursione significa che l'unica variabile vera resta l'onda. Con acqua bassa da vento le rocce d'ingresso diventano più scivolose, non più comode. In canale è la corrente a decidere il percorso: pianificalo prima di entrare.
- riparo
- Il settore buono è quello opposto all'apertura: da nord l'acqua resta ferma anche con vento sostenuto. Un molo ripara quello che sta dietro e peggiora quello che sta davanti: sul lato esposto l'onda rimbalza sui massi. A Avola chi entra per primo verifica, chi entra per abitudine si fida di ieri. Se entri con Ostro calante, tieni conto che l'onda resta un giorno più del vento.
- condizioni
- Il fondo è lungo: la batimetrica dei 20 m sta a circa 1400 m dalla riva e quella dei 10 m a 810 m. La giornata buona qui non la fa la profondità ma l'acqua: se si vede, si lavora anche a cinque metri. A Avola conviene uscire con la sensazione di aver smesso presto.
- pericolo
- Le opere portuali concentrano cime, reti e ferri: è il posto dove ci si impiglia più facilmente. I 500 m dalle spiagge frequentate partono dalla battigia: d'estate è il primo calcolo da fare. Con Ostro in rinforzo il margine si consuma senza che te ne accorga.
- accesso
- Dai massi si entra con cautela: sono instabili e coperti d'alga. Con Ostro teso l'uscita sopravvento diventa impraticabile: verifica un'alternativa.
Il moletto a sud del lungomare: blocchi, sabbia e qualche lastra, di solito 2–6 m. Buon punto d'ingresso quando il Grecale rende impraticabile la scogliera a nord — qui la costa rientra e l'onda arriva già spezzata. Le quote e il tipo di fondo qui sopra sono descrizioni, non misure.
Google MapsCalabernardoAvola
al limiteoggi esposto al mare lungo di fronte (livello città)
- finestra
- A Avola come altrove, l'orario della sessione è quello del sole. Dal tramonto al sorgere del sole la pesca subacquea è vietata (DPR 1639/1968, art. 129): la finestra è tutta diurna. Arriva con il tempo di guardare il posto prima di entrare. La legge italiana è la stessa ovunque; a farla applicare è il comando locale.
- marea
- Il capitolo maree su questa costa è marginale, ma non del tutto assente. Un'acqua che scorre porta anche torbido: guarda da dove arriva. A Avola il mare ti dice l'ora meglio di qualsiasi tabella.
- riparo
- In una baia come questa il riparo è di poche decine di metri, addossati alla punta sopravvento e non al centro dell'arco, e con Libeccio teso non c'è nemmeno quello. La riva davanti al segnaposto guarda verso sudovest, circa 228°, quindi tutto ciò che arriva da quel settore entra senza ostacoli. Il riparo si verifica in acqua e non sulla carta: i primi cinquanta metri dicono già come sarà il resto. In solitaria conta doppio: nessun riparo vale un rientro incerto.
- condizioni
- Il fondo è lungo: la batimetrica dei 20 m sta a circa 1300 m dalla riva e quella dei 10 m a 920 m. Prima di scendere si guarda il colore: verde pieno è lavorabile, marrone lattiginoso no. Rientra con margine: la stanchezza toglie lucidità prima che forza.
- pericolo
- Cento metri dagli impianti fissi e dalle imbarcazioni all'ancora sono un obbligo, non una cortesia. In una cala il rischio è la falsa calma: da dentro non si vede che fuori il mare è cresciuto. A Avola il rischio vero non è il fondo: è la combinazione fra stanchezza e onda.
- accesso
- L'accesso in cala è facile; il ritorno lungo la costa un po' meno. A Avola gli accessi cambiano con la stagione balneare.
Vecchio borgo di pescatori fra Avola e Noto, con il molo storico: roccia bassa, sabbia e posidonia rada, per lo più 2–9 m. Si entra dalla banchina o dagli scogli a sud. È il posto classico da polpo e sarago di fine stagione. Fondo e profondità sono quelli riportati in zona: vanno verificati in acqua.
Google MapsEloro / PizzutaAvola
al limiteoggi esposto al mare lungo di fronte (livello città)
- finestra
- L'orario qui non lo decide la comodità ma la legge: si va dal sorgere del sole al tramonto e basta. Il pescato ricreativo non può essere venduto, in nessuna quantità. Con il buio la finestra si chiude per legge, non per scelta. Portare i documenti addosso costa nulla e risolve tutto.
- marea
- L'escursione tipica di questo tratto sta fra i venti e i quaranta centimetri: non apre passaggi e non ne chiude. Se qualcosa cambia il livello a Avola, sono la pressione e il vento, non la luna. Se senti corrente, valuta il rientro prima di allontanarti. Con acqua bassa da vento le rocce d'ingresso diventano più scivolose, non più comode.
- riparo
- Con esposizione di 105° il settore scomodo va da nordest a sudest, e fuori da lì la giornata di solito si salva. In una baia come questa il riparo è di poche decine di metri, addossati alla punta sopravvento e non al centro dell'arco, e con Levante teso non c'è nemmeno quello. La sicurezza qui si gioca sull'onda e non sulla profondità. Con acqua mossa conviene spostarsi dietro la prima roccia utile invece di insistere sulla calata.
- condizioni
- Il fondo è lungo: la batimetrica dei 20 m sta a circa 1900 m dalla riva e quella dei 10 m a 1100 m. Il primo tratto è quasi sempre il peggiore: si attraversa e si giudica dopo. Non forzare la profondità per compensare la poca trasparenza.
- pericolo
- In una cala il rischio è la falsa calma: da dentro non si vede che fuori il mare è cresciuto. A Avola, come su tutta la costa italiana, il segnale in superficie e i 50 m di raggio non sono negoziabili. Il ritorno lungo costa è quasi sempre più sicuro del ritorno diretto.
- accesso
- L'ingresso dalla spiaggia è il più comodo e il più torbido: conviene attraversare subito la fascia sporca. Il percorso a terra non è tracciato: il rilievo dice solo dove finisce la roccia e comincia l'acqua. Con Levante in rinforzo l'uscita va anticipata, non discussa.
Sotto la collina archeologica di Eloro, alla foce del Tellaro: sabbia, lastre e la torre come riferimento, di solito 2–8 m. Il confine nord della Riserva di Vendicari passa poco più a sud: si entra a nord del confine, mai attraversando la riserva. Tipo di fondo e quote vengono dalle descrizioni locali, non da un rilievo.
Google MapsGelsominetoAvola
al limiteoggi esposto al mare lungo di fronte (livello città)
- finestra
- Nel dubbio, l'ordinanza in vigore su Avola si chiede alla Capitaneria e non al vicino di parcheggio. Il quadro è nazionale: in Italia le regole di base valgono da Ventimiglia a Trieste. Le regole non tolgono giornate: tolgono discussioni.
- marea
- Il regime è microtidale: il livello di Avola si muove meno di mezzo metro anche in sizigia. Con Scirocco teso il livello sale più di quanto faccia qualunque sizigia. L'acqua che ti spinge verso sudest, cioè verso il largo, è il segnale per uscire.
- riparo
- La costa qui corre NE–SO e apre verso sudest: è questo che decide quale bollettino guardare. In una baia come questa il riparo è di poche decine di metri, addossati alla punta sopravvento e non al centro dell'arco, e con Scirocco teso non c'è nemmeno quello. Meglio mezz'ora nella parte giusta della costa che tre ore in quella sbagliata.
- condizioni
- Il pendio è regolare: i dieci metri a circa 690 m dalla riva, i venti a 1000 m. Il fondo qui è misurato e non raccontato: le batimetriche vengono dal rilievo EMODnet. Con Scirocco che rinforza la finestra buona si chiude senza avvisare. La foce più vicina è la prima cosa da guardare dopo la pioggia.
- pericolo
- A Avola, come su tutta la costa italiana, il segnale in superficie e i 50 m di raggio non sono negoziabili. La bocca della baia è dove l'onda si concentra e dove il rientro diventa difficile. Scendi meno di quanto potresti: il margine è l'unica sicurezza reale. Non fidarti dell'appiglio bagnato: la roccia con l'alga sotto è ghiaccio.
- accesso
- In questa cala nessun punto di ingresso è verificato: non conosciamo una discesa pubblica all'acqua e non sappiamo dove si esca. La riva intorno alterna terreni privati e roccia ripida, quindi controlla sul terreno e non forzare una via che non c'è.
Cala di ciottoli fra due falesie basse, 5 km a nord di Avola: sabbia al centro, roccia e franata sui due fianchi, posidonia dai 6 m secondo le descrizioni locali; 2–8 m. La discesa va verificata sul posto: il tratto è in parte privato e la falesia non si scende ovunque. Riparata dal quadrante nord, aperta allo Scirocco. Le quote e il tipo di fondo qui sopra sono descrizioni, non misure.
Google MapsLungomare TremoliAvola
al limiteoggi esposto al mare lungo di fronte (livello città)
- finestra
- Ogni sessione va segnalata in superficie: senza segnale non si è in regola, oltre a non essere visti. A Avola vale la pena perdere dieci minuti a verificare l'ordinanza locale invece di discuterne dopo. Se un tratto è chiuso, è chiuso: non esiste una versione locale della norma. Il vento del pomeriggio chiude spesso la giornata prima della luce.
- marea
- La marea si sente più nei canali stretti che davanti alla riva aperta. Non c'è finestra di marea da aspettare: si entra quando il mare lo permette.
- riparo
- L'apertura verso sudest è larga: qui non serve un temporale vicino, basta mare vecchio da quel settore. Con Scirocco le rocce staccate rompono l'onda ma la restituiscono confusa, e quel mare incrociato stanca più di un'onda pulita. L'acqua ferma dietro un riparo può nascondere corrente appena fuori. Su questa costa la mareggiata di ieri pesa più della previsione di oggi.
- condizioni
- Con poca trasparenza a Avola conviene lavorare corti e attaccati al fondo invece di cercare il largo. Il fondo è lungo: la batimetrica dei 20 m sta a circa 1400 m dalla riva e quella dei 10 m a 900 m. Se la termoclina è alta, sotto si vede meglio che in superficie. Se l'acqua peggiora mentre sei fuori, torna verso terra e non lungo costa.
- pericolo
- Su una secca l'onda frange senza preavviso: quello che sembra piatto sopra la testa può rompere. Il segnale ti deve seguire ovunque tu lavori: 50 m di raggio dalla sua verticale sono il massimo di legge. Se ti senti fuori posto, sei fuori posto: si esce. A Avola il rischio vero non è il fondo: è la combinazione fra stanchezza e onda.
- accesso
- Verso lo scoglio conviene partire dal punto più vicino della costa, non dal più comodo. Guarda il punto d'uscita prima di entrare: da dentro sembra tutto uguale. A Avola gli accessi cambiano con la stagione balneare.
La scogliera bassa a nord del paese, il tratto più battuto da riva: lastre, ciottoli e il bordo della posidonia a una trentina di metri; per lo più 2–7 m. Ingresso comodo ovunque lungo il lungomare. Pesce educato: qui si lavora di ricerca, non di fondale. Tipo di fondo e quote vengono dalle descrizioni locali, non da un rilievo.
Google MapsPunta GiorgiAvola
al limiteoggi esposto al mare lungo di fronte (livello città)
- finestra
- Vietato anche entro 500 m dalle spiagge frequentate da bagnanti: d'estate è la distanza che si incontra più spesso. In dubbio, chiedi alla Capitaneria locale prima e non dopo. A Avola d'estate la fascia balneare cambia completamente le distanze utilizzabili.
- marea
- Il livello si muove di pochi centimetri e non apre né chiude nessun passaggio. La bassa marea non scopre nulla di utile su questo tratto di costa. Il sovralzo spinto da Ostro può alzare il livello più della marea stessa. Se la corrente supera il tuo passo tranquillo, è già troppa.
- riparo
- Il capo si legge dalla strada che sta sopra: dove la schiuma resta attaccata alla roccia, oggi da quella parte non si entra. Le raffiche da nord spettinano la superficie ma non fanno onda: è il fetch verso sud che conta. Il vento locale può girare nel pomeriggio: quello che al mattino era sottovento a metà giornata non lo è più. Con Ostro in aumento accorcia la sessione invece di allungare il percorso.
- condizioni
- Il pendio è regolare: i dieci metri a circa 720 m dalla riva, i venti a 1200 m. Se la trasparenza scende sotto i due metri, cambia zona invece di insistere.
- pericolo
- La legge chiede il segnale a vista e un raggio massimo di 50 m: è anche l'unica cosa che ti rende visibile a chi naviga. Con Ostro la punta diventa il posto peggiore della costa per uscire dall'acqua. Avvisa qualcuno a terra di dove entri e a che ora conti di uscire. Se trovi materiale perso — piombi, sagole, reti — portalo via: la prossima cosa che impiglia può essere la tua.
- accesso
- Sul capo l'ingresso comodo con mare piatto può non esistere più con mezzo metro d'onda. A Avola il posto migliore è quello che riesci a lasciare senza fretta. Con mare in crescita la roccia da cui sei entrato può non esserci al ritorno.
Punta rocciosa a sud di Avola, sotto Cicirata: lastroni a gradoni, canaloni e franata, in genere 3–12 m. Si scende dalla roccia in fondo a Via Isola di Lipari. La punta rompe l'onda: un fianco lavora quasi sempre. Tipo di fondo e quote vengono dalle descrizioni locali, non da un rilievo.
Google MapsPunta del CaneAvola
al limiteoggi esposto al mare lungo di fronte (livello città)
- finestra
- A Avola la stagione balneare cambia le distanze utilizzabili molto più di quanto le cambi il mare. Il fucile carico fuori dall'acqua è vietato: si arma dentro e si scarica prima di uscire. Sotto una costa alta la luce cala prima di quanto dica l'orologio.
- marea
- Il livello si muove poco: la batimetrica dei 10 m resta a 550 m dalla riva a qualunque ora del giorno. Anche in sizigia la fascia fino ai cinque metri resta larga 320 m. Il momento migliore è quello in cui il mare è piatto, non quello scritto in tabella.
- riparo
- Un promontorio raccoglie mare da un settore largo: qui l'onda di ieri conta quanto il vento da sudest di adesso. Il settore buono è quello opposto all'apertura: da nordovest l'acqua resta ferma anche con vento sostenuto. Se la schiuma resta sulla roccia dopo il passaggio della serie, l'acqua sotto è già lattiginosa. A Avola vale la regola di sempre: si guarda il mare per dieci minuti e poi si decide.
- condizioni
- Prima di scendere si guarda il colore: verde pieno è lavorabile, marrone lattiginoso no. Il pendio è regolare: i dieci metri a circa 550 m dalla riva, i venti a 800 m. A Avola conviene uscire con la sensazione di aver smesso presto.
- pericolo
- A Avola è la punta a prendere per prima quello che il resto del litorale sente un'ora dopo. I 500 m dalle spiagge frequentate partono dalla battigia: d'estate è il primo calcolo da fare. Con Scirocco in aumento la finestra si chiude prima di quanto dica il bollettino. La fretta all'uscita è la causa più comune degli infortuni sulla roccia.
- accesso
- Non abbiamo verificato qui l'avvicinamento a piedi, la discesa all'acqua e l'uscita. Una parte della riva intorno è proprietà privata recintata e una parte cade diritta in mare, quindi l'ingresso si decide sul posto.
Punta bassa che chiude a sud la baia di Fontane Bianche: lastroni, tasche di sabbia e le prime chiazze di posidonia, per lo più 2–10 m. Ingresso da verificare sul posto: davanti al residence l'accesso al mare non è pubblico ovunque. D'estate è zona balneare: boa obbligatoria e distanza dai bagnanti. Fondo e profondità sono quelli riportati in zona: vanno verificati in acqua.
Google MapsPunta del CorvoAvola
al limiteoggi esposto al mare lungo di fronte (livello città)
- finestra
- In apnea, di giorno, con il segnale a vista: il resto sono varianti locali. Con Libeccio previsto la finestra utile si accorcia da sola, molto prima del tramonto. A Avola conviene conoscere il divieto invece di scoprirlo da un verbale. Una riva orientata a 213° perde il sole prima del tramonto: tienine conto per l'ultima discesa.
- marea
- Vale la pena distinguere fra marea vera e sovralzo da vento: il secondo si vede, la prima quasi mai. Il moto ondoso da sudovest sposta più acqua in dieci minuti di quanta ne muova la marea in sei ore. La linea dei dieci metri, 100 m al largo, non si sposta con il livello: si sposta con l'onda.
- riparo
- La riva davanti al segnaposto guarda verso sudovest, circa 213°, quindi tutto ciò che arriva da quel settore entra senza ostacoli. Sulla punta di Avola il riparo lo dà il fianco, non l'orientamento generale della costa. Con il vento da nordest alle spalle si lavora; con l'onda da sudovest in faccia si guarda e si torna a casa. Un metro di onda lunga da sudovest vale più di due metri di onda corta generata sotto costa.
- condizioni
- Il pendio è regolare: i dieci metri a circa 100 m dalla riva, i venti a 410 m. A Avola le giornate buone sono poche e vanno prese quando capitano. La foce più vicina è la prima cosa da guardare dopo la pioggia.
- pericolo
- Il capo espone a due mari insieme, e il ritorno può essere più duro dell'andata. Datteri di mare e specie protette non si toccano, in nessuna quantità e in nessuna stagione. A Avola le condizioni cambiano più in fretta della previsione. Con Libeccio in rinforzo il margine si consuma senza che te ne accorga.
- accesso
- Su questa punta né il percorso a terra né una discesa pubblica all'acqua sono stati verificati, e nemmeno l'uscita ci è nota. Parte di questa riva è proprietà privata o roccia a picco: chiedi sul posto prima di contare su un ingresso qui.
Capo calcareo basso a nord di Fontane Bianche: lastre a gradoni e canaloni di sabbia, con la posidonia poco più al largo; di solito 3–12 m. L'ingresso è da verificare sul posto: sotto le villette la costa è in parte privata. Tipo di fondo e quote vengono dalle descrizioni locali, non da un rilievo.
Google Mapsoggi esposto al mare lungo di fronte (livello città)
- finestra
- Sedici anni compiuti sono il minimo di legge per impugnare un fucile in acqua. La comunicazione di pesca sportiva e ricreativa al MASAF va fatta prima di scendere e si rinnova ogni anno. Il momento della giornata si sceglie sul mare, non sull'abitudine. Le ordinanze si trovano online sul sito della Capitaneria competente.
- marea
- L'acqua alta spinta da Scirocco conta più della sizigia. Il livello si muove poco: la batimetrica dei 10 m resta a 1400 m dalla riva a qualunque ora del giorno. Se l'acqua ti porta lungo costa, rientra dentro la linea di roccia.
- riparo
- Il canale fra lo scoglio e la costa è la parte che si calma per prima e quella che diventa scomoda per ultima. La sicurezza qui si gioca sull'onda e non sulla profondità.
- condizioni
- Qui il profilo del fondo è l'unico dato certo, e vale la pena leggerlo prima di entrare. Il fondo è lungo: la batimetrica dei 20 m sta a circa 2300 m dalla riva e quella dei 10 m a 1400 m. Per questo punto non sono state raccolte descrizioni di immersioni: quello che il fondo offre lo scopri sul momento.
- pericolo
- Il segnale ti deve seguire ovunque tu lavori: 50 m di raggio dalla sua verticale sono il massimo di legge. Attorno a un isolotto il ritorno a riva è sempre più lungo di come appare da fuori. Scendi meno di quanto potresti: il margine è l'unica sicurezza reale. A Avola le cime galleggianti si vedono tardi: tieni l'occhio anche sopra di te.
- accesso
- Su rocce staccate l'uscita si prepara appena arrivati, non alla fine. A Avola gli accessi cambiano con la stagione balneare.
Lastre di calcare bianco sul Lungomare Ionio: gradini che entrano in acqua e canali di sabbia fra un banco e l'altro, in genere 2–10 m. Riferimento visibile da lontano. Le quote e il tipo di fondo qui sopra sono descrizioni, non misure.
Google MapsSpiaggia PantanelloAvola
al limiteoggi esposto al mare lungo di fronte (livello città)
- finestra
- Cento metri sono il minimo dagli impianti fissi da pesca e dalle navi ancorate fuori dai porti. Su una riva orientata a 117° la luce utile finisce prima dell'orario di legge, che resta quello del sole. Le regole cambiano da un comune all'altro più di quanto sembri. A Avola è meglio una finestra corta e legale che una lunga e discutibile.
- marea
- In Mediterraneo la marea non è il dato che decide la giornata, ed è meglio saperlo prima di mettersi a cercare tabelle. La bassa marea non scopre nulla di utile su questo tratto di costa. La corrente sottocosta si legge dal galleggiante, non dalla tabella. Programma sull'onda: qui è l'unico parametro che cambia davvero la giornata.
- riparo
- A Avola questo tratto è orientato a 117°, e con Scirocco teso l'onda entra fin sotto la riva. Il fondo della cala è insieme la parte più protetta e la più torbida, e quasi sempre si sceglie fra le due cose. Meglio rinunciare da terra che scoprire il mare vero a duecento metri dalla riva. Con onda residua la superficie mente: guarda le serie da terra un paio di minuti prima di decidere.
- condizioni
- Qui il profilo del fondo è l'unico dato certo, e vale la pena leggerlo prima di entrare. Il pendio è regolare: i dieci metri a circa 720 m dalla riva, i venti a 1100 m. Con sole alto la roccia si legge; con cielo coperto tocca lavorare più vicini. Se non vedi il fondo, non sai che cosa hai sopra la testa quando risali.
- pericolo
- Cento metri dagli impianti fissi e dalle imbarcazioni all'ancora sono un obbligo, non una cortesia. In insenatura l'acqua torbida nasconde il fondo e quello che ci è finito sopra. Le regole di sicurezza valgono anche nelle giornate facili. Il crampo arriva nel momento peggiore: esci prima di averne bisogno.
- accesso
- In cala si entra di solito dalla riva bassa in fondo alla baia, dove l'acqua è più tranquilla. Non lasciare l'attrezzatura dove l'onda può prenderla.
Arenile davanti al paese con dorsali di roccia che entrano in acqua ogni cento metri, in genere 1–5 m. Mormora e orata sul bordo sabbia-roccia all'alba; d'estate la spiaggia è affollata e vale la regola dei 500 m dai bagnanti. Fondo e profondità sono quelli riportati in zona: vanno verificati in acqua.
Google Maps