Ingressi esplorati, colorati in base a oggi. Il colore è lo stato del mare sul punto, non una garanzia: la risacca e un ingresso scivoloso li valuti sul posto.
oggi esposto al mare lungo di fronte (livello città)
- finestra
- Nel dubbio, l'ordinanza in vigore su Bari si chiede alla Capitaneria e non al vicino di parcheggio. Su una riva orientata a 115° la luce utile finisce prima dell'orario di legge, che resta quello del sole. Portare i documenti addosso costa nulla e risolve tutto.
- marea
- Anche in sizigia la fascia fino ai cinque metri resta larga 980 m. Se qualcosa cambia il livello a Bari, sono la pressione e il vento, non la luna. Se entri in un canale, entra controcorrente e torna con essa.
- riparo
- La costa qui corre E–O e apre verso sudest: è questo che decide quale bollettino guardare. In una baia come questa il riparo è di poche decine di metri, addossati alla punta sopravvento e non al centro dell'arco, e con Scirocco teso non c'è nemmeno quello. A Bari vale la regola di sempre: si guarda il mare per dieci minuti e poi si decide. Il mare morto da sudest arriva anche con cielo sereno e vento nullo.
- condizioni
- Il fondo qui è misurato e non raccontato: le batimetriche vengono dal rilievo EMODnet. Il fondo è lungo: la batimetrica dei 20 m sta a circa 1700 m dalla riva e quella dei 10 m a 1100 m.
- pericolo
- Sul litorale di Bari le stesse regole nazionali valgono senza sconti: apnea, luce del giorno, segnale a vista. In una cala il rischio è la falsa calma: da dentro non si vede che fuori il mare è cresciuto. Con Scirocco in aumento la finestra si chiude prima di quanto dica il bollettino.
- accesso
- Nella baia si sceglie il lato riparato per entrare e lo stesso lato per uscire. Segna mentalmente un riferimento a terra: da fuori la costa cambia faccia.
Le due calette subito a sud-est del porticciolo di Torre a Mare: lastre basse, ciottoli e posidonia a una ventina di metri, di solito 2–8 m. Ingresso dal sentiero in fondo a Via dei Trulli. Fondale onesto e leggibile, la scelta giusta quando la Tramontana chiude il tratto nord.
Google MapsCozze — CalarenaBari
al limiteoggi esposto al mare lungo di fronte (livello città)
- finestra
- A Bari vale la pena perdere dieci minuti a verificare l'ordinanza locale invece di discuterne dopo. Il DPR 1639/1968 è del 1968 ed è tuttora la norma di riferimento: non è un dettaglio storico. Con Levante previsto in rinforzo conviene anticipare l'uscita, non prolungarla. Rispettare gli orari è anche il modo più semplice di non avere problemi.
- marea
- L'escursione tipica di questo tratto sta fra i venti e i quaranta centimetri: non apre passaggi e non ne chiude. Vale la pena distinguere fra marea vera e sovralzo da vento: il secondo si vede, la prima quasi mai. Il sovralzo spinto da Levante può alzare il livello più della marea stessa.
- riparo
- La baia lavora come un imbuto: con l'onda in bocca l'acqua dentro si sporca e resta sporca anche a vento calato. Si sta sottovento con Ponente; appena il vento passa a est, l'acqua sotto riva si sporca. Con onda residua la superficie mente: guarda le serie da terra un paio di minuti prima di decidere. Prima di entrare guarda dove uscirai se il vento gira: l'uscita non è sempre l'ingresso.
- condizioni
- Con poca trasparenza a Bari conviene lavorare corti e attaccati al fondo invece di cercare il largo. Il pendio è regolare: i dieci metri a circa 360 m dalla riva, i venti a 1200 m. Nelle giornate incerte si entra corti e si allunga solo se l'acqua tiene. Se non vedi il fondo, non sai che cosa hai sopra la testa quando risali.
- pericolo
- Cinquecento metri dalle spiagge frequentate: d'estate è il divieto che si incrocia più spesso. In insenatura l'acqua torbida nasconde il fondo e quello che ci è finito sopra. La fretta all'uscita è la causa più comune degli infortuni sulla roccia. A Bari le condizioni cambiano più in fretta della previsione.
- accesso
- Nella baia si sceglie il lato riparato per entrare e lo stesso lato per uscire. Entra da dove esci: la simmetria è la cosa più sicura.
Caletta di roccia bassa nella frazione di Cozze, 23 km a sud-est di Bari: lastre, ciottoli e il bordo della posidonia, in genere 2–8 m. Meno battuta della costa cittadina.
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- finestra
- L'apparato di respirazione è vietato: si scende in apnea e nient'altro. A Bari la stagione balneare cambia le distanze utilizzabili molto più di quanto le cambi il mare. Un controllo si risolve in due minuti se hai la comunicazione in ordine.
- marea
- Con Levante teso il livello sale più di quanto faccia qualunque sizigia. Su questa costa la marea resta nei centimetri e non genera flusso, né utile né fastidioso. Con corrente e poca trasparenza insieme, meglio rimandare.
- riparo
- La riva davanti al segnaposto guarda verso est, circa 86°, quindi tutto ciò che arriva da quel settore entra senza ostacoli. Un'insenatura chiusa fra due punte tiene finché il mare arriva di traverso; di prua non tiene per niente. La sicurezza qui si gioca sull'onda e non sulla profondità. A Bari su questo tratto il bollettino dell'onda conta più di quello del vento.
- condizioni
- Prima di scendere si guarda il colore: verde pieno è lavorabile, marrone lattiginoso no. Il fondo è lungo: la batimetrica dei 20 m sta a circa 1300 m dalla riva e quella dei 10 m a 300 m. Meglio due ore nell'acqua giusta che sei in quella sbagliata.
- pericolo
- La bocca della baia è dove l'onda si concentra e dove il rientro diventa difficile. Sotto i sedici anni non si impugna il fucile: la norma è nazionale. Il segnale in superficie non serve a te: serve a chi arriva. Le regole di sicurezza valgono anche nelle giornate facili.
- accesso
- L'ingresso dalla spiaggia è il più comodo e il più torbido: conviene attraversare subito la fascia sporca. Guarda il punto d'uscita prima di entrare: da dentro sembra tutto uguale. A Bari il posto migliore è quello che riesci a lasciare senza fretta.
Costa bassa di lastre calcaree a 19 km da Bari: gradini, tasche di sabbia e posidonia rada, di solito 2–9 m. Ingresso ovunque dal lungomare; il porto resta a nord-ovest.
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- finestra
- —
Scogliera bassa davanti al lido San Giorgio, roccia e sabbia miste, fondale dolce fino a 8-10 m. Ingresso da riva; d'estate è spiaggia piena, si entra lontano dai bagnanti. Con vento da NE l'acqua diventa lattiginosa.
Google MapsSanto SpiritoBari
al limiteoggi esposto al mare lungo di fronte (livello città)
- finestra
- Le ordinanze della Capitaneria competente per Bari possono aggiungere divieti stagionali, e valgono più della regola generale. Programma il rientro con la luce ancora buona: uscire dalla roccia al buio è un'altra cosa.
- marea
- A Bari nessuno programma l'uscita sulla marea, e fa bene. In pratica la marea qui non entra nella decisione: entra il vento delle ultime ore.
- riparo
- Sul cappello di una secca l'onda si alza prima di arrivare a riva: quello che da terra sembra piatto, sopra la testa può frangere. L'apertura verso nordovest è larga: qui non serve un temporale vicino, basta mare vecchio da quel settore. Se il mare cresce mentre sei dentro, esci prima di quanto ti sembri necessario.
- condizioni
- Il pendio è regolare: i dieci metri a circa 390 m dalla riva, i venti a 880 m. La giornata buona qui non la fa la profondità ma l'acqua: se si vede, si lavora anche a cinque metri. Con Maestrale che rinforza la finestra buona si chiude senza avvisare. Con sole alto la roccia si legge; con cielo coperto tocca lavorare più vicini.
- pericolo
- Il segnale ti deve seguire ovunque tu lavori: 50 m di raggio dalla sua verticale sono il massimo di legge. Con Maestrale il passaggio fra la secca e la costa diventa la parte più pericolosa del percorso. La sincope non dà preavviso, e i margini si accorciano quando sei stanco.
- accesso
- La traversata verso la struttura è la parte esposta della giornata. Con Maestrale in rinforzo l'uscita va anticipata, non discussa. A Bari molti accessi passano su proprietà private: se è segnalato, cerca un'alternativa.
Il vecchio borgo di pescatori a nord di Bari: la scogliera fuori dal molo, roccia piatta e franata su sabbia, in genere 2–7 m. Polpo e sarago tutto l'anno, seppia in primavera.
Google Mapsoggi esposto al mare lungo di fronte (livello città)
- finestra
- I 500 m dalle spiagge frequentate si misurano dalla battigia: in stagione balneare il conto va fatto prima di entrare. Con Tramontana previsto la finestra utile si accorcia da sola, molto prima del tramonto. Le regole cambiano da un comune all'altro più di quanto sembri. A Bari d'estate la fascia balneare cambia completamente le distanze utilizzabili.
- marea
- Con un'escursione così piccola la roccia d'ingresso è alla stessa quota a qualunque ora. Il livello si muove poco: la batimetrica dei 10 m resta a 680 m dalla riva a qualunque ora del giorno. A Bari il mare ti dice l'ora meglio di qualsiasi tabella. La linea dei dieci metri, 680 m al largo, non si sposta con il livello: si sposta con l'onda.
- riparo
- Con esposizione di 345° il settore scomodo va da nordovest a nordest, e fuori da lì la giornata di solito si salva. Con Tramontana le rocce staccate rompono l'onda ma la restituiscono confusa, e quel mare incrociato stanca più di un'onda pulita. A Bari chi entra per primo verifica, chi entra per abitudine si fida di ieri. Un metro di onda lunga da nord vale più di due metri di onda corta generata sotto costa.
- condizioni
- Il fondo è lungo: la batimetrica dei 20 m sta a circa 1500 m dalla riva e quella dei 10 m a 680 m. A Bari conviene uscire con la sensazione di aver smesso presto.
- pericolo
- I 500 m dalle spiagge frequentate partono dalla battigia: d'estate è il primo calcolo da fare. Il pericolo di uno scoglio isolato è la distanza da terra, non la profondità. Con Tramontana in rinforzo il margine si consuma senza che te ne accorga. A Bari le cime galleggianti si vedono tardi: tieni l'occhio anche sopra di te.
- accesso
- Con Tramontana la traversata verso la secca va valutata due volte, perché al ritorno l'avrai contro. A Bari il ritorno si programma sull'onda del pomeriggio, non su quella del mattino. Se un accesso è chiuso, non è un invito a passare lo stesso.
Il tratto di scogliera urbana a nord del porto, sotto il lungomare di San Girolamo: massi di ripascimento su fondo di sabbia e roccia bassa, in genere 1–6 m. Sarago, polpo e cefalo fra i blocchi. L'acqua si sporca in fretta con vento da nord-est.
Google MapsTorre QuettaBari
al limiteoggi esposto al mare lungo di fronte (livello città)
- finestra
- A Bari come altrove, l'orario della sessione è quello del sole. Se un tratto è chiuso, è chiuso: non esiste una versione locale della norma. Una riva orientata a 21° perde il sole prima del tramonto: tienine conto per l'ultima discesa.
- marea
- Il moto ondoso da nord sposta più acqua in dieci minuti di quanta ne muova la marea in sei ore. Fra la riva e i cinque metri di fondo ci sono 520 m, e nessuna marea sposta quella linea in modo apprezzabile. A Bari il calendario delle maree non sostituisce la lettura del mare. Se l'acqua ti porta lungo costa, rientra dentro la linea di roccia.
- riparo
- L'esposizione misurata sulla linea di costa è 21°, cioè nord pieno: con Tramontana qui non c'è riparo, con Ostro l'acqua si spiana. In una cala conta soltanto quello che entra dalla bocca: se la bocca guarda il mare del giorno, dentro non c'è riparo che tenga. Con il vento da sud alle spalle si lavora; con l'onda da nord in faccia si guarda e si torna a casa.
- condizioni
- La giornata buona qui non la fa la profondità ma l'acqua: se si vede, si lavora anche a cinque metri. Il fondo è lungo: la batimetrica dei 20 m sta a circa 1500 m dalla riva e quella dei 10 m a 600 m. Il colore si giudica dall'alto prima di bagnarsi: da dentro si perde il confronto. La risalita si guarda prima della discesa.
- pericolo
- Le cale raccolgono anche quello che il mare porta: reti perse e cime sul fondo. A Bari, come su tutta la costa italiana, il segnale in superficie e i 50 m di raggio non sono negoziabili. Se sei solo, dimezza tutto: profondità, tempi e distanza da riva.
- accesso
- In cala si entra di solito dalla riva bassa in fondo alla baia, dove l'acqua è più tranquilla. A Bari gli accessi cambiano con la stagione balneare. Con Tramontana teso l'uscita sopravvento diventa impraticabile: verifica un'alternativa.
La spiaggia cittadina a sud del porto, con dorsali di roccia e blocchi ai due lati dell'arenile, di solito 1–5 m. Comodissima come punto d'ingresso, ma è balneare: d'estate vale la distanza dai bagnanti e conviene lavorare all'alba. Il porto è subito a nord — non risalire.
Google MapsTorre a MareBari
al limiteoggi esposto al mare lungo di fronte (livello città)
- finestra
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Appena fuori dal porticciolo di Torre a Mare, circa 380 m a nord della torre: lastre, massi e posidonia sotto i 4-5 m. Ingresso dagli scogli a nord del molo, lontano dalla bocca. Sarago e polpo; in estate traffico di barche, boa obbligatoria.
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